venerdì 31 ottobre 2008

Geniale! (Non ho mai detto geniale).

Torna in tv, dopo 5 anni di assenza, la geniale Sabina Guzzanti con la riproposizione dell'esilarante parodia di Silvio Berlusconi. 
Si è presentata con un trucco che le ha permesso di somigliare al Cav come non mai, indossando il classico doppiopetto d'ordinanza e una corona di alloro dorata a rappresentarne l'ego smisurato.



Anche se in effetti definirla parodia non rende esattamente l'idea di quanto si è visto ieri sera ad Annozero: ad essere un po' maligni, le opinioni espresse dalla caricatura sono quanto di più verosimile esista del Berlusconi-pensiero.
Ad esempio, l'idea che il contraddittorio sia solo un'occasione per far pensare e riflettere lo spettatore, da sostituire quindi con la messa in gazzarra del dibattito, non sembra lontanissima dalla realtà dei fatti. Così come vien facile credere che in cuor suo Berlusconi consideri un "eroe" (come detto più volte da lui stesso) quello che è stato un suo stretto collaboratore - nonchè pregiudicato per omicidio e per mafia - Vittorio Mangano, al pari di un eroe vero come Roberto Saviano.
Infine la rappresentazione dell'aspetto più emblematico della scuola di comunicazione berlusconiana: la negazione sistematica delle affermazioni fatte in precedenza, che consiste nel dare dei mistificatori ai giornali che, a parer suo, mal interpretano il suo pensiero. 

Quindi godetevi questi dieci minuti di gag, sperando che questa non sia stata solo una fugace apparizione, ma la prima di una lunga serie. Perchè di Sabina non se ne può fare a meno, e di satira c'è sempre bisogno in questo triste paese.

venerdì 24 ottobre 2008

Il picconatore.

"Le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale". Chi mai avrebbe potuto rivolgersi così, all'inidirizzo dei pacifici studenti che stanno manifestando in tutte le università italiane? No, non è stato un pericoloso e sovversivo terrorista nero, ma il sempre più delirante Francesco Cossiga, già presidente della Repubblica e attualmente senatore a vita.

Ma vediamo in dettaglio cos'ha dichiarato il picconatore in un'intervista ad Andrea Cangini del Quotidiano Nazionale (ex Il Giorno Resto del Carlino La Nazione).


Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
Dipende, se ritiene d'essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico PCI ma l'evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

Quali fatti dovrebbero seguire?
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero Ministro dell'interno.

Ossia?
In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...

Gli universitari, invece?
Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

Nel senso che...
Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

Anche i docenti?
Soprattutto i docenti.

Presidente, il suo è un paradosso, no?
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.
Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio.


Allora, che si prenda posizione: o quest'uomo è un criminale a piede libero o la demenza senile ha avuto il sopravvento, per cui è necessario l'internamento del pover uomo in strutture adeguate. Delle due l'una. Ma dato che Cossiga non è nuovo a simili sparate da dalinquente, io propenderei per la prima ipotesi. Perchè solo un criminale della peggior specie potrebbe pianifacare un'infiltrazione di provocatori in manifestazioni pacifiche. Solo un criminale riuscirebbe a concepire di "picchiare i docenti", meglio se "maestre ragazzine". Solo un criminale può considerare il manganello come il solo baluardo della democrazia.

domenica 12 ottobre 2008

Quando si dice 'esportare il Made in Italy'.

oQuesto era stato progettato come il più classico dei post da titolare "Senza parole", lasciando che a parlare fossero le immaginiNiente, non ce la faccio a non dire nulla. 


Breve cronaca per quelli che seguono poco il calcio (e fanno benissimo) o leggono poco i giornali (e fanno malissimo). Ieri sera la nazionale ha giocato a Sofia contro la Bulgaria, in un match valido per le qualificazioni ai mondiali. Sfruttando il pretesto della partita, un sedicente gruppo di tifosi italiani è partito alla volta della capitale bulgara in assetto da guerriglia, addobbato con svastiche e croci celtiche. A poche ore dal calcio d'inizio, all'interno di un bar hanno aggredito alcuni tifosi bulgari con calci, pugni e sediate, poichè erano stati identificati come "comunisti". 
Non contenti, una volta allo stadio hanno dato fuoco alla bandiera bulgara, intonato cori vergognosi e creato violenti tafferugli con tifosi e poliziotti presenti sulle tribune.

Per quanto tempo ancora dobbiamo vergognarci di essere italiani?




Se questi sono gli italiani, io mi considero apolide.

mercoledì 8 ottobre 2008

Obama vince ancora, ma senza dilagare.

Obama è un osso troppo duro per il soldato John. Il penultimo dibattito tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, andato in scena ieri sera a Nashville, ha visto ancora una volta il democratico battere - seppur di misura - il rivale repubblicano McCain. 

Già, di misura, visto che il senatore afroamericano è sembrato non voler calcare troppo la mano durante il faccia a faccia. E per quale motivo, data la drammatica situazione economica americana e le altre nefandezze causate dal governo Bush, non ha affondato il coltello nella piaga? Secondo importanti analisti, Obama e il suo entourage hanno optato per mostrare una sorta di low profile, onde evitare che l'elettore indeciso potesse farsi suggestionare da un approccio più 'caldo' - leggi 'nero' - che potrebbe fargli perdere consenso. E' infatti stimata attorno al 6% la quota di elettori che nutre ancora qualche 'perplessità' riguardo al colore della pelle del candidato democratico. Avete capito bene: sei elettori su cento non sono del tutto convinti di dare il proprio voto a Obama (anche se convinta dal suo programma elettorale) in quanto scettici che un afroamericano possa essere un loro degno presidente. Anche per questo motivo, nelle ultime apparizioni televisive, Obama si è mostrato sicuro di sè e delle proprie idee, però - a differenza di quanto visto durante le primarie contro Hillary Clinton - mantenendo un atteggiamento più pacato e riflessivo. Insomma ha dato sfoggio del cosiddetto aplomb presidenziale.

Sono davvero convinti i suoi spin doctor che sia stata la scelta migliore? Non era forse il caso di 'mordere' McCain, piazzando il colpo decisivo verso la Casa Bianca? Attualmente i democratici sono avanti di 7-8 punti percentuali nei sondaggi, ma sono così sicuri che quella vecchia volpe di McCain non abbia in serbo un asso nella manica?  Ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 3 ottobre 2008

Ratzi, l'esperto di contraccezione.

Come ogni mattina, dopo una tappa al bagno e una in cucina, vado su internet per leggere cosa succede nel mondo. Oggi gli argomenti coi quali poter aprire i giornali erano i più svariati: l'emergenza razzismo che imperversa nel paese; la crisi economica americana e suoi effetti sulla nostra economia; la nuova ondata di morti sul lavoro; la manifestazione di Milano contro la Gelmini e la sua riforma. 
Peccato che le edizioni online dei maggiori quotidiani nazionali abbiano aperto con: "I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso ultimo del matrimonio" o comunque facendo riferimento alle nuove perle di Ratzinger in tema di contraccezione. Perchè non è sufficente pubblicare un'idiozia simile tra gli argomenti esposti prima, bisogna darle risalto con un bel titolone in prima pagina.

Negli articoli si espone dunque il pensiero di chi parla di questioni attinenti alla famiglia e alla sessuologia, campi nei quali un prelato si presume non possa muoversi con disinvoltura, se non altro per mancanza di esperienza. Come se uno volesse allenare una squadra di calcio non avendo mai tirato un calcio a un pallone.
Detto questo, preso come opportuno il suo intervento, analizziamolo nel dettaglio: per quale motivo la Chiesa condanna l'uso del preservativo? Perchè - dicono loro - "uccide una vita sul nascere". Obiezione: una vita è definita tale solo quando il seme maschile incontra l'ovocita femminile. Ma insisistono: "Impedisce la procreazione". Lì ci siamo arrivati anche noi: è proprio per quello che decidiamo di usare il condom; decideremo noi e soltanto noi quando sarà il momento di procreare.

Potrei capire e rispettare - e ovviamente non condividere - un discorso simile riguardo all'aborto, dove è scientificamente difficile stabilire quando un embrione (o un feto) possa essere considerato vita umana. Ma trovo imbarazzante nel 2008 discutere ancora sulla liceità di utilizzo del preservativo. Un motivo su tutti: qualcuno gliel'ha spiegato a Ratzinger che nel mondo esistono 40 milioni di persone affette da Aids, delle quali la maggior parte vive in un continente povero - economicamente e culturalmente - chiamato Africa?